Expo 2015

BuonDì, oggi niente ricetta voglio raccontarvi la mia esperienza ad Expo 2015.. Siamo partiti da Lecce per visitare l’esposizione e devo dire che ne è valsa la pena. Dovevo esserci, per una che parla di cibo e lo rispetta era una tappa importante, immancabile, un’esperienza irripetibile.

“L’identità di un Paese è nel cibo, attraverso di esso si esprimono scelte religiose, tradizioni, gusti personali. Il cibo parla di noi delle nostre origini di chi siamo e di chi vogliamo essere..”

Credo che questo sia lo spirito di Expo 2015 o per lo meno è stato il mio approccio, ed anche ciò che ho percepito passeggiando per il Decumano e visitando i vari padiglioni.

Ho letto polemiche ed opinioni discordanti sull’evento, sui social si criticava negativamente, la cosa non mi stupisce, è una caratteristica del nostro paese , l’italiano medio sputa sempre nel piatto in cui mangia, lo trovo veramente avvilente. Si guarda sempre con ammirazione a ciò che fanno gli altri perché è sempre ben fatto a prescindere, e quando per una volta, siamo noi gli artefici di un evento di proporzioni straordinarie ben organizzato e ben realizzato (quasi un miracolo considerato le tempistiche e le premesse), quando potremmo sentirci orgogliosi di essere italiani, non si fa altro che polemizzare, questa è la comicità italiana…ed è vergognoso. Mi dispiace per coloro che non hanno potuto visitarlo, mi dispiace per coloro che ci sono stati, ma sono rimasti delusi poiché “si aspettavano di più”, mi dispiace soprattutto per coloro che non ci sono stati, ma che hanno avuto un gran dire, hanno riciclato commenti ed opinioni negative espresse da giornalisti/opinionisti più che altro giornalai (con tutto il rispetto della categoria), ed infine per gli ignoranti che non hanno capito il significato…

decumano

Mi sarebbe piaciuto avere più tempo, visitare il più possibile, ma avevamo solo due giorni, abbiamo dovuto scegliere, abbiamo visto tutti i cluster, spazi espositivi che comprendono paesi interessati a sviluppare temi condivisi, altri dedicati alle filiere alimentari: riso, cacao, spezie, ecc. Altri raggruppati in base all’identità geografica :“agricoltura e nutrizione in zone aride”, “isole, mare e cibo”, “ecosistemi del bio mediterraneo”. E poi: Francia, Austria, Brasile, Israele, Russia, Quatar, Corea, Ecuador, Polonia, Turkmenistan, Azerbaijan, Estonia, Sultanato dell’Oman, Iran, Slovacchia, Indonesia, Lituania.

qatar

slovacchia

sultanato dell'oman

turkmenistan

usa

polonia

lituania

indonesia

Ma vi racconterò solo di sei Paesi , non posso che iniziare dalla mia adorata Francia, in questo caso sono di parte… Il percorso espositivo inizia con un giardino organizzato come un labirinto in cui sono riprodotte coltivazioni tipiche della paesaggio agricolo francese, All’interno del padiglione si trovavano specialità alimentari : vini, formaggi, prodotti da forno, le immancabili torri di macaron, il tutto sospeso dai fili appesi alle volte.

franciaRussia: all’ingresso del padiglione c’è un enorme specchio. All’interno viene presentata la vastità della Russia, i diversi ambienti naturali, la varie zone climatiche, i prodotti regionali. Le pareti sono costituite da pannelli luminosi che riproducono la tavola periodica su cui si alternano immagini di prodotti, alimenti, ricette. In un’altra sala c’è un’ istallazione che  riproduce una distilleria, sono servite gratuitamente bevande russe.

russiaEcuador è tra i padiglioni più colorati, il visitatore è accompagnato in un viaggio fatto di filmati ed esperienze sensoriali che raccontano la biodiversità di questo Paese, che si divide in 4 regioni: Amazzonia, Sierra, la Costa e le Isole Galapagos. La diversità climatica di queste regioni insieme alla diversità etnica ha dato origine a varie culture gastronomiche. L’Ecuador è tra i maggiori esportatori di rose e quinoa un cereale senza glutine.

ecuador

Azerbaijan : è stato uno dei padiglioni che mi è piaciuto di più, è stato una vera sorpresa. Si sviluppa su più livelli, è caratterizzato dalla presenza di 3 biosfere, nella prima sono presenti i riferimenti geografici, nella seconda la descrizione delle zone climatiche, nella terza la cultura e l’innovazione in atto nel paese. In più sono presenti dei tavoli interattivi “multi touch” su cui si possono far scorrere le immagini di alimenti.

Azerbaijan

Israele: un padiglione ricco di contenuti, un paese che racconta la sua evoluzione agricola attraverso filmati, narrati da Moran una nota attrice Israeliana. Il visitatore è accompagnato in un viaggio multimediale , sono raccontate le vite di 3 generazioni di contadini che sono riusciti a coltivare nel deserto . “Le difficoltà non creano problemi, ma sfide da superare”. E’ un percorso che evidenzia tecnologia all’avanguardia e progetti sostenibili.

Israele

Avrei voluto visitare il Giappone, la Tailandia, la Cina , il Nepal,  però le ore di attesa erano tante . Ma non potevo tornare a casa senza aver visto almeno un paese asiatico, abbiamo scelto la Corea ed abbiamo fatto benissimo, uno dei padiglioni più significativi. Ai visitatori vengono rivolte alcune domande: “Cosa dobbiamo mangiare, come dobbiamo mangiare e fino a quando possiamo mangiare in modo sostenibile?”. Il cibo che mangiamo fa parte del nostro corpo, della nostra vita, costituisce la cultura della comunità alla quale apparteniamo. Attraverso la cultura dell’”Hansik” , i visitatori avranno modo di conoscere quali sono gli alimenti salutari per il loro corpo e per il futuro dell’umanità. All’ingresso ci sono 3 istallazioni che rappresentano 3 problemi. La prima è scultura bianca e nera che rappresenta il grasso e il problema dell’obesità e per terra viene proiettata la domanda “come mangiamo?”. La seconda è una scultura fatta di barattoli di latta, che sottolinea il consumo esagerato di cibo in scatola, la domanda in questo caso è “cosa mangiamo?”. La terza è una proiezione che rappresenta la mancanza di cibo. Nella seconda sala ci sono due schermi animati che attraverso delle immagini illustrano “cosa si deve mangiare”, e viene spiegato il concetto di “Hansik”, chiedi e la tradizione risponderà. L’hansik è composto da piatti equilibrati che tengono in considerazione le stagioni, i colori dei diversi cibi e gli ingredienti. La fermentazione è alla base della cucina coreana, che avviene in grandi giare, ed è paragonata al fenomeno della “creazione della vita”. L’ultima sala contiene centinaia di schermi luminosi, che rappresentano le giare coreane.

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Si lo so mi sono dilungata in modo esagerato. La domanda è :”ci torneresti?” …. Ovviamente si c’è sempre da imparare.

Non lasciatevi influenzare da ciò che pensano gli altri, sperimentate ed esercitate la vostra capacità critica, magari in questo paese , in questo gregge allo sbando , le cose inizieranno a migliorare.

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Saluti Manu.

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